EssilorLuxottica, solo tre anni di guida alla pari tra italiani e francesi, nel Cda anche Morselli

27.03.2017 – LA REPUBBLICA

MILANO – Tre anni di convivenza alla pari, poi si deciderà in base alla forza dei numeri e senza “tutele di origine”: la governance di EssilorLuxottica, la società nata dalla fusione tra il colosso francese delle lenti e quello italiano dell’occhialeria, sarà paritetica solo per circa tre anni dalla costituzione del nuovo gigante mondiale dell’eyewear, poi i membri del cda saranno indicati a prescindere dalla provenienza.

Mentre il primo consiglio di amministrazione della nuova entità avrà otto componenti di nomina Delfin-Luxottica e altrettanti scelti da Essilor, l’estratto del patto tra Essilor e Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio che controlla il 62,5% di Luxottica e alla quale è garantita una fetta tra il 31 e il 38% della neonata, precisa che “allo scadere del termine iniziale dell’integrazione la nomina dei nuovi amministratori che resteranno in carica per tre anni sarà proposta dal consiglio di amministrazione su indicazione del comitato nomine e remunerazioni o di qualsiasi azionista di EssilorLuxottica, prescindendo dalla provenienza dei candidati, cioè siano essi riconducibili a Luxottica o Essilor”.

Il termine iniziale, in cui sarà in vigore la governance paritetica, inizia dalla data di esecuzione dell’accordo fino all’approvazione del bilancio 2019 se la data di esecuzione avviene entro i sei mesi dall’assemblea dei soci di Essilor chiamata ad approvare tra gli altri il conferimento della partecipazione di Delfin (prevista l’11 maggio), oppure dall’assemblea sui conti 2020 se l’esecuzione ricorrerà a partire dal sesto mese successivo a questa assemblea.

Tra l’altro, il patto prevede che al presidente esecutivo del cda del nuovo gruppo, cioè Leonardo Del Vecchio, non sarà attribuito il voto decisivo in caso di parità di voto nelle deliberazioni del consiglio di amministrazione. Nasceranno anche i comitati nomine e remunerazione, per il controllo interno, per la responsabilità sociale d’impresa e quello strategico: i loro quattro membri saranno di nomina paritetica (con i presidente divisi equamente), anche in questo caso fino alla scadenza del termine iniziale. Sempre fino a quel punto ci sarà un comitato per l’integrazione, presieduto congiuntamente dal presidente esecutivo e vice presidente esecutivo del cda, il cui scopo sarà – tra gli altri – quello di dare “supporto nell’analisi di possibili questioni relative all’integrazione di Essilor e Luxottica e definire le misure necessarie per l’attuazione di sinergie, nonchè favorire lo sviluppo di una gestione coesa”. Lo Statuto del nuovo colosso si conformerà alla regola di governance prevista dall’accordo: dovrà fissare un tetto del 31% ai diritti di voto ed eliminare ogni diritto di voto doppio.

La scorsa settimana è arrivato l’ok dal cda di Essilor alle nozze, che si potranno celebrare ufficialmente dopo le assemblee previste per l’11 maggio. I francesi hanno incassato i pareri favorevoli dalle rappresentanze dei dipendenti Essilor. In vista dell’assemblea è arrivata anche l’indicazione dei consiglieri che, con l’approvazione dei soci, siederanno nel consiglio di amministrazione di EssilorLuxottica alla data del conferimento della quota di Luxottica: gli otto amministratori nominati da Delfin saranno Leonardo Del Vecchio, presidente esecutivo e amministratore delegato di EssilorLuxottica, tre consiglieri espressi da Delfin (Romolo Bardin, Giovanni Giallombardo e Francesco Milleri) e altri quattro consiglieri (Raffaella Mazzoli, Gianni Mion, Lucia Morselli e Cristina Cocchia). La lista dei francesi indica, come primo nome, Hubert Sagnières, vice presidente esecutivo e vice ad di EssilorLuxottica. Ci sono poi Juliette Favre, rappresentante dei dipendenti azionisti, alla quale si aggiungeranno quattro membri dall’attuale cda di Essilor e due rappresentanti dei lavoratori, che saranno nominati entro la fine di ottobre 2017.

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