ILVA, la cordata AcciaItalia punta ad alzare il prezzo

29.03.2017 – LA REPUBBLICA

MILANO – Acciaitalia, la cordata per l’Ilva guidata dagli indiani di Jsw e dalla Cassa depositi e prestiti, punta ad aggiustare al rialzo il prezzo che ha prospettato per l’affitto e l’acquisto dell’impianto siderurgico, trattando invece su altre condizioni della sua offerta.

E’ questa la notizia che trapela da ambienti vicini alla stessa cordata, che nella gara per l’Ilva si sta scontrando con il consorzio Investco Italy, controllato dalla multinazionale ArcelorMittal a cui partecipano anche Marcegaglia e – in caso di successo – Intesa Sanpaolo.

I termini delle due offerte, al momento sotto esame da parte dei Commissari che amministrano l’Ilva, sono riservati. Ma entrambi gli schieramenti – in Acciaitalia hanno quote anche il gruppo Arvedi e Leonardo Del Vecchio – paiono disposti a mettere sul piatto circa 4 miliardi di euro. La differenza è che Mittal offrirebbe secondo le indiscrezioni circa 1,8 miliardi per l’affitto e l’acquisto dell’Ilva e poi 2,1 miliardi di investimenti, mentre la cordata con gli indiani di Jsw offrirebbe un prezzo di 1,2 miliardi e avrebbe in programma 3 miliardi di investimenti.

Due offerte che riflettono anche diverse filosofie: la multinazionale Arcelor-Mittal appare disposta a pagare assieme ai suoi soci di minoranza un prezzo più alto adesso per fare poi investimenti inferiori in futuro; la cordata Acciaitalia pare seguire invece la strategia opposta: prezzo d’ingresso più basso e investimenti maggiori per cercare di sviluppare al meglio quello che sarebbe il suo primo ingresso in Europa.

Riaprire semplicemente la gara è impossibile, visto che per il 6 aprile i Commissari dovranno dare la loro valutazione al governo, cui spetterà poi la decisione, basandosi su una precisa tabella che assegna un massimo di 50 punti su 100 all’offerta economica immediata.

Secondo fonti legali l’offerente che dovesse essere selezionato dal governo potrebbe comunque negoziare sulla parte economica dell’offerta, ottenendo in cambio di un rialzo altre concessioni sulla parte industriale ed ambientale del piano per l’Ilva.

Ovvio che se la clausola del prezzo venisse attivata, questo significherebbe che è stata preferita l’offerta di Acciaitalia, che avrebbe per l’appunto spazio per rinegoziare la propria offerta economica.

Difficile, comunque, che si abbiano novità nell’immediato. I Commissari dell’Ilva sono al lavoro per valutare a fondo le due offerte. E la Cdp, chiamata in causa dallo stesso patron di Arcelor-Mittal per un possibile “passaggio” dall’alleanza con Jsw alla sua cordata, non commenta ufficialmente ma fa capire di voler restare per il momento a fianco dei suoi partner originari.

In passato, comunque, c’erano già stati contatti tra la Cassa e Arcelor-Mittal per l’Ilva, ma i dialoghi non si sono mai trasformati in un’alleanza. e In caso di vittoria di Mittal Ilva cambierà bandiera e avrà un management straniero, viceversa in caso di vittoria di Jsw, il socio indiano nominerà solo uno su sette membri del board affidando le deleghe a Lucia Morselli, ora consulente di Cdp e ex ad della Thyssenkrupp a Terni. Gli altri cinque membri del consiglio sarebbero nominati pro quota due da Cdp, due da Leonardo Del Vecchio e uno da Arvedi.