Lealtà e coraggio: un ricordo di Guido Rossa

24.01.2020 – Il Sole 24 ore
di LUCIA MORSELLI

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Vorrei salutare le Autorità, il Presidente della Regione Toti, il sindaco Bucci, il Prefetto Perrotta, il Questore di Genova Ciarambino, Maurizio Landini segretario nazionale CGIL e Maestripieri segretario generale della CISL Liguria.

Con lo stesso rispetto nei confronti delle autorità, vorrei salutare tutti i dipendenti di ArcelorMittal che lavorano qui a Genova e a Novi, che sono insieme a noi oggi.

E con lo stesso rispetto vorrei anche salutare gli studenti che sono venuti a trovarci: la scuola media Gastaldi con i suoi professori, l’Istituto Professionale Odero, il liceo statale Pertini e l’istituto tecnico Gastaldi Abba. Li saluto con lo stesso rispetto con cui ho salutato le autorità perché penso che fra di loro siedono i futuri rappresentanti delle autorità; ragazzi che fra qualche anno prenderanno il posto in prima fila e rappresenteranno le aziende e le istituzioni. A questi ragazzi suggerisco di ascoltare quello che dicono i loro professori, perché sono loro che li aiuteranno a occupare quei posti in prima fila.

Il 24 gennaio del 1979 è stato un giorno importante per me, è stato il giorno in cui ho cominciato la tesi di laurea, che avrebbe condizionato tutta la mia vita, perché da questa scelta dipende il futuro. Proprio in quel giorno in cui ho fatto questa scelta personale, Guido Rossa ha sacrificato la sua vita per i suoi ideali. Sono entrambe cose che hanno determinato e hanno condizionato il nostro essere qui oggi.

Guido Rossa, cosa ha fatto? Ha sacrificato la sua vita per un senso di lealtà. Mi sono chiesta: lealtà verso che cosa? Ho pensato che la risposta sia la lealtà verso la sua azienda, verso il suo luogo di lavoro che sicuramente avrà sentito minacciato e che ha protetto con il suo coraggio. Allora mi sono chiesta: perché un gesto di così grande coraggio? Perché si devono proteggere le aziende? Cosa c’è di così importante nelle aziende da proteggere? Sicuramente ci sono gli stipendi, certamente ci sono le risorse economiche, ci sono relazioni, ci sono amici, compagni di lavoro, ci sono soddisfazioni, realizzazioni delle ambizioni, delle capacità e dei comportamenti. Sicuramente c’è tutto questo, ma io credo si difendano le aziende perché difendendo le aziende si difenda la libertà, le aziende sono garanti della libertà.

Quando c’è lavoro ci sentiamo tutti più liberi. Da parte mia, quando si parla di aziende che garantiscono la libertà – e noi la viviamo tutti i giorni – vorrei fare una precisazione: le aziende sono rappresentate da persone come le istituzioni che sono qui presenti, da idee, da posizioni, da punti di vista; io vorrei che fossimo capaci di non identificare mai le aziende con questi punti di vista, con le situazioni di crisi e di successo oppure con le persone che ci possono piacere o non piacere: le aziende ci devono piacere sempre, a prescindere da chi in quel momento le può rappresentare, e per questo vanno difese sempre.

Questa, fra tutte le lezioni che ci ha dato Guido Rossa, mi sembra sia la lezione più attuale e più pregiata, perché al di là delle diverse visioni e al di là delle diverse posizioni – come vi dicevo – siamo tutti dalla parte dell’azienda; perché siamo tutti dalla stessa parte, siamo tutti parte di una fabbrica.

Chiudo con un ultimo ricordo personale che dedico ai giovani a cui questi impianti sono destinati. Io sono nata a qualche km di distanza da dove è nato Landini, in una terra dell’Emilia. Ero molto piccola: allora non c’era internet, non c’era Twitter, non c’erano queste cose. Di fronte a casa mia c’era la sezione del partito comunista che era intitolata a Giuseppe Di Vittorio, e io non avevo internet e Twitter per informarmi su chi fosse. Allora cosa potevo fare? Ho chiesto: “Ma questo Giuseppe Di Vittorio, chi è?” E mi hanno risposto: “È una persona che sa che cosa bisogna fare”. Credo che Guido Rossa, che è stato poi uno dei suoi ragazzi, abbia seguito questa tradizione e abbia fatto quello che bisognava fare. E allora farei questo augurio a tutti noi: auguriamoci di sapere e di fare quello che va fatto.

*Amministratore delegato di Arcelor Mittal Italia